Umorismo e positività al lavoro

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Con umorismo e positività. È così che si conclude il ciclo di laboratori della prima edizione de i14-Soft Skill Labs.
In aula con Davide Dabbicco, non abbiamo potuto che sorridere sin dal primo momento.
Ha iniziato il suo intervento raccontandoci del potere del sorriso e facendoci ridere con le sue “minime” – è così che definisce la raccolta di aforismi personali, presenti nel suo libro “Sbalzi
d’umorismo”.
Dopo aver abilmente “rotto il ghiaccio” in aula ed aver creato un clima disteso e divertito, ha
chiesto ai presenti di mettersi in gioco, dimostrando concretamente quanto il sorriso possa essere
contagioso. Nessuno è riuscito a non farsi contagiare dal sorriso dell’altro.

A questo punto il docente guida alla riflessione: oggi l’umorismo ci viene proposto esclusivamente sotto forma di svago e ricreazione, svuotato dal suo vero valore e funzione: usare pensiero e immaginazione per scrollarsi di dosso la sofferenza nelle difficoltà e immaginare di fare le cose in
un modo migliore, in un mondo migliore.

Ci racconta di come l’umorismo sul lavoro possa migliorare il clima consentendoci di “non trasalire ma di trascendere”: quando la razionalità non basta, bisogna trovare una chiave spiritosa per aprire la porta che ci tiene rinchiusi in un mondo di preoccupazioni. I benefici dell’umorismo riguardano dunque l’affrontare lo stress, l’essere più produttivi, favorire la collaborazione nel team, allenare il cervello favorendo la comprensione e il ricordo, stimolare la creatività, non abbattersi di fronte agli insuccessi ma anche allontanare vanagloria e megalomania davanti ai successi.

Ma come sfruttare concretamente il poter del sorriso e dell’umorismo sul nostro luogo di lavoro?

Per spiegarlo Davide Dabbicco decide di coinvolgere ancora una volta i presenti e li invita ad allenare il loro senso dell’umorismo con piccoli esercizi da poter “riproporre” nel proprio ambiente di lavoro.
In particolare chiede ai partecipanti di citare alcuni “tormentoni professionali”, ovvero, quelle parole che ripetono o si sentono ripetere più spesso al lavoro e che ormai risultano del
tutto vuote, antipatiche, prive di energia ed entusiasmo. Le riporta alla lavagna e chiede poi che a queste siano dati nuovi significati, bizzarri, inusuali e creativi. I presenti si mettono al lavoro e
scoprono nuovi divertenti accezioni per le “noiose” espressioni di uso comune, la parola “allineamento” diviene “intervento chirurgico funzionale a riposizionare il mento all’altezza delle spalle”. E così via, tra l’ilarità generale.

A questo punto i presenti diventano veri protagonisti della scena e si fanno “lavorATTORI”,
recitando episodi divertenti capitati al lavoro nella vita di tutti i giorni.
E’ proprio con la valorizzazione di questi momenti divertenti che ci rendiamo conto di come, a volte, basti così poco per ridere così tanto, per stare così bene e lavorare così meglio.

Infine, dopo aver passato in rassegna alcune case histories di aziende che hanno fatto della positività e del buonumore la propria bandiera e il proprio fattore critico di successo, il laboratorio si conclude con la raccolta di proposte concrete per rendere più divertenti le proprie giornate lavorative.

Simona Lorusso

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