Le parole sono importanti

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Il potere generativo del linguaggio per il benessere degli individui e delle organizzazioni.

“Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti in una celebre scena di un suo vecchio film. E proprio sull’importanza delle parole si è soffermata Filomena Palumbo, Business Coach e HR Consultant, nel laboratorio de i14 – Soft Skill Labs dedicato alla magia del linguaggio, capace di creare la realtà e di modificarla se utilizzato con la giusta dose di consapevolezza.

L’incontro si è aperto con un giro di presentazioni, utile a mettere a proprio agio i partecipanti che per tutta la durata dell’incontro hanno davvero partecipato attivamente con interventi, considerazioni e spunti utili di riflessione.

Le parole hanno un peso dunque, nella relazione con sé stessi e con gli altri. Quando generalmente si pensa alla comunicazione tra individui e dunque all’uso delle parole, ci si sofferma sulla loro funzione d’uso, ovvero il trasferire significati e informazioni oggettive. Ma si trascura una loro funzione meno scontata ma potente: il linguaggio ci aiuta ad evolvere, è utile per la crescita individuale e per la crescita collettiva. “Words create worlds” si dice in inglese, le parole creano mondi e con il linguaggio possiamo davvero creare il nostro futuro. Le parole che ci diciamo ci predispongono in un certo modo: ci possono dare più energia, più fiducia e dunque più chance per farcela, ci preparano ad accogliere i successi. Ma possono anche portare in sé il seme delle future delusioni, delle sconfitte. Frasi come “ho paura di non farcela”, “non credo che ci riuscirò”, alla fine diventano profezie che si auto avverano. Ecco perché possiamo affermare che il linguaggio è generativo, crea la nostra realtà. A seconda dell’uso che ne facciamo apre o chiude nuove possibilità future.

Un’attenzione particolare è stata posta anche al rapporto con gli altri e all’uso del linguaggio nella relazione. Spesso abbiamo a mente ciò che vogliamo condividere ma non ci poniamo il dubbio di come l’altro percepisca il nostro dire. Ognuno ha i propri schemi mentali, il proprio punto di vista che è frutto del proprio vissuto e non vediamo le cose nello stesso modo in cui le vedono gli altri. Per questo motivo dobbiamo esercitare un ascolto attivo, allenando una certa sensibilità nel cogliere le emozioni altrui, nel momento in cui condividiamo informazioni.

Insomma, i sentimenti contano eccome, anche al lavoro e in azienda. Sempre più le aziende in futuro saranno orientate a valorizzare i sentimenti e a tenere in considerazione le emozioni umane.

E dopo aver imparato una serie di tecniche con delle prove pratiche, dall’uso delle corrette congiunzioni –  quelle che danno un senso positivo alla frase che vogliamo esprimere – alla differenza tra fatti e opinioni, all’esercizio delle “dichiarazioni” che orientano al futuro, alle regole della comunicazione non violenta espresse da Rosenberg, abbiamo infine anche accennato al tema del feedback, argomento che sarà trattato più diffusamente in un prossimo lab de i14.

La citazione finale di Stephen Covey “Cercate sempre prima di capire e, solo in un secondo momento, di farvi capire”, rappresenta un invito all’ascolto attivo, alla ricerca propositiva degli stati d’animo dell’altro per stabilire una sorta di empatia: punto di partenza di qualsiasi conversazione ed espressione di sé.

Davide Dabbicco

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