Tu chiamale emozioni

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L’intelligenza emotiva al servizio delle relazioni e dei risultati.

i14, esterno giorno. Seduti sugli spalti di un piccolo anfiteatro ascoltiamo rapiti Alessandra Strafile, Life&Business Master Trainer, che in maniera originale, destrutturata e senza l’ausilio di alcuna slide ci guida per tre ore e mezza alla scoperta della grande ricchezza del nostro bagaglio emozionale.

L’atmosfera è informale, la pace e la serenità regnano all’ombra del grande ulivo. I partecipanti rispondono agli stimoli, interagiscono e si esercitano in gruppo.

Capiamo che generalmente è difficile entrare in contatto a pieno con le nostre emozioni. Non a caso in italiano si dice “provare” emozioni. Forse perché non siamo predisposti e pronti a far uscire, a manifestare, ad esprimere al meglio le nostre emozioni: ci proviamo soltanto. Per non parlare poi della vita lavorativa quotidiana, dove le emozioni non vengono viste di buon grado, sono imbrigliate, tenute a freno nella ricerca spasmodica del mero risultato numerico e spersonalizzante.

Con Alessandra, abbiamo camminato insieme in un percorso di riconoscimento delle emozioni, nessuna definita buona o cattiva a prescindere. Magari funzionale o disfunzionale rispetto al contesto e all’obiettivo che ci poniamo.

Bella la definizione di “E-mozione”, ovvero Energia in movimento. Se stai provando un’emozione, non importa se positiva o negativa, vuol dire che ci sei ancora: sei vivo, attivo, in movimento.

Per cui non bisogna avere paura di esprimere liberamente le proprie emozioni. Poi si tratta di saperle gestire, perché un eccesso di manifestazione delle proprie emozioni va canalizzato, per trovare un nostro personale punto di equilibrio.

E dove la possiamo trovare questa equilibratura?

Il nostro “assetto” come persone è dato dal fatto che siamo fatti principalmente di tre elementi: corpo, mente ed emozioni (o anima). E quando queste tre forze si allineano e sono in equilibrio, giungiamo a nuove consapevolezze.

Abbiamo dunque sperimentato insieme cosa vuol dire attingere alle emozioni come ulteriore strumento di amplificazione delle nostre capacità, attraverso il potere della “triade” delle nostre emozioni, fatta di credenze, linguaggio e fisiologia (es. postura corporea), tutti elementi che possiamo utilizzare in maniera potenziante o depotenziante, in base a come li usiamo e che si influenzano a vicenda.

Un modello, quello della triade, utile ad accogliere le nostre emozioni e quelle altrui. Anche e soprattutto in azienda, dove possiamo impegnarci e riuscire a comprendere e interpretarle creando, per esempio, dei veri e propri spazi di riflessione e di umanità, a cominciare dalla valorizzazione dei momenti formativi utili allo sviluppo delle competenze umane, come sono per loro stessa natura i nostri soft skill labs.

Sentiamoci liberi di vivere le nostre emozioni, accettandole, legittimandole e incanalandole per il meglio. E ricerchiamole attivamente, per il nostro benessere e per quello di chi ci sta intorno.

La giornata si è chiusa con la camminata della fiducia: divisi in coppie, un accompagnatore doveva guidare una persona bendata e quest’ultima doveva affidarsi completamente al primo per compiere i propri difficili passi. Un esercizio dalle molteplici interpretazioni che ha dato luogo a un serrato confronto di debriefing su quanto emerso e vissuto insieme. Da una parte sensazioni di serenità e sicurezza, dall’altra disagio o paura di cadere. Insomma, emozioni diverse, ma tutte allo stato puro.

Davide Dabbicco

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